Una citazione al giorno

Una citazione al giorno -

sabato 25 febbraio 2012

Bakunin all'ingresso della scuola

Da tempo, in una classe prima (11 anni), stavamo coltivando un'idea: affiggere a scuola una citazione profonda, capace di aiutare a capire il modo in cui ogni progresso umano si sia potuto realizzare. Abbiamo alla fine deciso per la seguente frase di Michail Bakunin:



Come realizzare l'idea? Si è deciso di trascrivere le 54 lettere che compongono la frase su altrettanti cartoncini colorati:



Una volta trascritte le lettere sui cartoncini, le parole sono state composte, pronte per essere assemblate nella frase completa.



Le lettere sono state pinzate in modo volutamente sfalsato, per sottolineare sia il dinamismo (proprio dell'idea di progresso), sia la volontà di non seguire uno schema imposto, lineare, codificato e costrittivo.

La realizzazione dell'idea è stata affidata alle persone che per prime hanno dimostrato, in maniera autonoma e forte, la volontà e il piacere di procedere nell'esercizio manuale. Ma tutto è avvenuto in maniera naturale, non imposto: le prime due ragazze si sono lanciate, poi si sono aggregati tutti gli altri, ma tutti quanti, da soli, hanno capito che per quel tipo di lavoro si era veramente in troppi, e si poteva correre il rischio di generare un caos controproducente. Così una parte della classe si è spontaneamente e naturalmente autoesclusa, sì da far lavorare in serenità il gruppo iniziale. Gli autoesclusi hanno partecipato moralmente, emotivamente, aiutando nella ricerca dei materiali necessari.


I cartoncini dovevano essere fissati sulla cordicella portante. Le soluzioni da scegliere erano tante: nastro adesivo, pinzatrice, colla, ganci, mollettine da bucato. I ragazzi hanno deciso di legare i cartoncini con dello spago.

La cordicella portante è adesso tesa con tutte le parole di Bakunin appese: chiunque, entrando a scuola, può beneficiarne.


Effetto frase completa
Nota finale.
La bidella mi dice: 'non abbiamo scale di sicurezza perché tu possa salire a tendere il filo, ma puoi utilizzare un banco, e spero che una gamba del banco si spezzi quando ci sei sopra, così cadi e la smetti con tutte queste idee strane che hai'. Allora ho detto ai ragazzi: questa frase di Bakunin voi l'avete capita bene, sono invece gli adulti che non riescono proprio a capirla.

P.S. A causa della lunghezza della frase originaria, la seconda parte della stessa non l'abbiamo potuta concretizzare. La frase completa è la seguente: 'E' ricercando l'impossibile che l'Uomo ha realizzato il possibile, coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che pareva loro possibile non sono mai avanzati di un solo passo'.

4 commenti:

Stregaa ha detto...

Bakunin, avevo in mente di leggere qualcosa di suo. Da cosa potrei cominciare?

gianni ha detto...

Stregaa, non esiste un approccio metodico all'anarchismo se hai già eliminato i pregiudizi diffusi via propaganda. I testi di Bakunin sono tutti abbordabili, secondo me, anche alla prima lettura dell'anarchia.
comunque ti posto un libro in pdf che puoi anche scaricare o leggere online: 'La libertà degli uguali'. Copia e incolla il seguente link:
http://www.eleuthera.it/files/materiali/liberta_degli_uguali-Bakunin.pdf

E buona lettura.

Stregaa ha detto...

Grazie, lo leggerò senz'altro.

Senza voler per forza trovare un approccio metodico, sto solo cercando di informarmi un pò di più - come autodidatta - su tutte quelle parti di Storia e Filosofia che sono epurate dai programmi scolastici.
Bakunin l'ho trovato spesso citato in altri documenti, di qui la curiosità.

Grazie ancora! ;)

gianni ha detto...

A tua disposizione per qualsiasi info ulteriore.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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