Una citazione al giorno

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Data Rivoluzionaria

domenica 21 gennaio 2018

Non si spengono gli incendi con la benzina!

La scuola usa gli strumenti e i dispositivi che le sono propri da sempre. La scuola è quell'insieme di strumenti e dispositivi.
Sono strumenti e dispositivi che hanno un solo tipo di funzione, quella autoritaria, sono stati creati con quello scopo (dichiarato), nessun'altra funzione è possibile. Per azionare gli strumenti e i dispositivi occorrono operatori specifici, gli insegnanti, che infatti, obbedendo a degli ordini come soldatini, agiscono fedelmente e ciecamente su ogni leva. Questi strumenti e questi dispositivi hanno forgiato questa società, che è un tipo specifico di società di cui fanno parte gli insegnanti, i genitori, tutti gli adulti scolarizzati.  E non ce la passiamo bene, vero?
Tuttavia gli insegnanti, i genitori, la stragrande maggioranza degli adulti (tutti figli della medesima cultura autoritaria), pensa, in modo del tutto acritico, che per migliorare la società si debba agire sugli stessi strumenti e dispositivi, ma perfezionandoli, cioè potenziandoli, amplificando le loro caratteristiche intrinseche e specifiche. Si vuol cioè potenziare la funzione autoritaria: più controlli, più efficienza, più competizione, più classificazione, più premi e punizioni, più gerarchizzazione, più nazionalismo, più deresponsabilizzazione, più culto dell'autorità, più irreggimentazione, più Panopticon, più produzione (eccetera, eccetera, eccetera). 
Praticamente è come premere sull'acceleratore pensando di frenare la corsa verso il baratro, credendo addirittura di poter cambiare al contempo direzione.
La scuola non va riformata, va eliminata, sostituita con il mondo, con la vita, con la libertà, con la miriade di relazioni umane spontanee. 

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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