Una citazione al giorno

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domenica 31 gennaio 2016

Normalità criminale

La realtà, voglio dire questo tipo di realtà, la quale non salta fuori dal nulla ma da una precisa intenzione progettuale, un preciso disegno pedagogico-culturale che sottrae forza e persino valore a quello naturale, non ha che l'oscurantismo come strumento ideologico effettuale di perpetuazione. Ma non è poco! E tu, lettore o lettrice, puoi anche sfogliare un qualsiasi vocabolario per leggerci dentro la definizione di oscurantismo, se lo desideri, ma io adesso avrei solo desiderio di dire che questa realtà, così com'è, come pare voglia rimanere per chissà quanto altro tempo, si riassume nel ricordo di uno scambio di battute che ho avuto qualche tempo fa con una bambina di soli 11 anni - sottolineo questa giovane età - la quale, un giorno, con aria irritata di sfida nei miei confronti, non ha esitato nemmeno un secondo a tirarmi addosso le seguenti parole: 'se tu non credi in dio, allora io e te non siamo più amici'. Naturalmente la bambina si riferiva al suo dio o, direi forse meglio, a quell'astrazione dogmatica esclusiva (che esclude, appunto) inventata dagli esseri umani che ogni istituzione religiosa pretende essere universale e unica e giusta al mondo, e che la bambina si è ritrovata suo malgrado a dover accettare in questa specifica regione del mondo statalizzata, non più libera. Non era certo lei, la bambina, a parlare in quel modo; erano i suoi genitori, era il parroco, erano i suoi professori, era la cultura borghese, era tutta questa società istituzionalizzata, era chi volete voi, ma di certo non era lei.
Ecco che, per effetto della cultura imposta e assunta fin dalla tenera età come normalità da difendere e perpetuare, a 11 anni di età non si è già più soggetti, individui autodeterminati, ma massa, oggetti sottoposti alla biopolitica, elementi passivi e aderenti a una società di conformisti, teste acritiche che pensano e agiscono sulla base di ciò che qualcun altro ha deciso dall'alto, braccia che difendono chi, dall'alto, stabilisce per loro che cosa sia giusto o sbagliato, vizio o virtù, normale o deviato, vero o falso, buono o cattivo. Personalmente ne ho abbastanza di queste arbitrarietà culturali, se non altro per una questione di età, non certo per una coscienza storica alla quale non credo gran che, anzi, direi che se in circa 5 mila anni di sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo siamo ancora a questo stadio di oscurantismo e sfruttamento, dove si ripetono i medesimi errori del passato senza neanche avere la minima intenzione di capire alcunché dalla Storia per invertire finalmente la direzione, vuol proprio dire che la coscienza storica è solo una favoletta. Mitologia.
 Dividi i popoli in squadre e partiti politici, fabbrica ruoli, miti di efficienza competitiva in nome di un illusorio progresso, inventa dèi e religioni, confini e bandiere, decreta chi sono i buoni e i cattivi, coltiva dunque in questo modo attriti d'ogni sorta, odio, violenze, e quando i popoli si vedranno così abbrutiti a tal punto da sgozzarsi in guerra a vicenda, portando una divisa addosso che è giunta a rivestire il corpo solo dopo aver rivestito prima il cervello, dando assurdamente la colpa a se stessi e persino alla biologia, allora ti chiameranno a gran voce per essere governati, proprio tu, che sei esattamente come loro, voglio dire con umane membra, e che da uno scranno mediatico prometti sicurezza e prosperità. Quando nessuno o quasi sa più immaginarsi la libertà, pensandola addirittura come un pericolo, allora succede tutto questo.. Lo vediamo, purtroppo.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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