Una citazione al giorno

Una citazione al giorno -

venerdì 26 settembre 2014

Ordine di sparizione per il profilo facebook di Scuola Libertaria

Come molti sanno, 'Scuola Libertaria' aveva il massimo di amici che un profilo facebook può accogliere (5 mila). Inoltre aveva più di un centinaio di richieste di amicizia in 'lista di attesa'. Sparito tutto? I ragazzi ed io non possiamo certo prefigurarci qualcosa di ottimistico, dal momento che la libertà nuoce gravemente alla salute dei conformisti, degli adattati, di cui fanno sicuramente parte i responsabili di questo ordine di sparizione, suggerito a mo' di delazione fascistoide, previa inclinazione alla vigliaccheria con la complicità del team di facebook (ça va sans dire).
Così ieri, dopo un login, una finestra allertava del fatto che il profilo doveva essere trasformato in pagina se voleva continuare a vivere. Continuare a vivere? Vediamo come. L'avviso di facebook, mascherando un misero ricatto, mi illustrava persino con orgoglio tutte le belle cose che avrei potuto avere attraverso una pagina, compresa la migrazione automatica di tutti gli amici che avevo nel profilo, ma anche - come ben sapete - l'opportunità di accogliere altri nuovi lettori senza più limiti. Ma tutto questo non si è verificato, almeno fino a questo momento. Per conseguenza, chi adesso volesse provare a cercare Scuola Libertaria tra i suoi amici, probabilmente non la troverebbe. E nella pagina creata dal vecchio profilo - ormai sacrificato al dio degli inetti - gli amici che c'erano non sono affatto migrati automaticamente (vedi). I ragazzi e le ragazze con cui condivido azioni e pensieri ritengono che la libertà non si possa fermare, men che meno per mezzo di questi metodi meschini. Io la penso esattamente come loro.
Comunque sia, una pagina autonoma l'avevo già creata tempo fa (Scuola libertaria - pagina), e attualmente circa 1600 lettori seguono questi ed altri post anche da lì. A questi lettori si aggiungono anche quelli che quotidianamente seguono con interesse ed entusiasmo questo blog, al di là di facebook. Li ringrazio tutti.
Tutto questo per dire che la società autoritaria teme in modo patologico la libertà e chi la costruisce, e io sono convinto che se non cambiamo adesso il modo di pensare e di agire, ribaltando tutto il consueto assorbito, questa paura diffusa nei confronti della libertà, del diverso, dell'altro, non farà certo bene al futuro dei nostri figli e dell'umanità tutta, si rimarrà sempre in questo tipo di società fascista, fatta da una massa inconsapevolmente fascistizzata, che perciò adora e perpetua gli stessi valori del fascismo (che non è un capitolo di Storia, è una cultura! ormai millenaria). 
Cosa mai possiamo aspettarci, infatti, dalla gente che teme fortemente qualsiasi idea di vero cambiamento, e che fa di tutto per cancellare le voci libere? Il gesto di questi inetti è un segno precisissimo che ci indica in maniera altrettanto precisa il percorso da prendere se vogliamo davvero la pace, la giustizia, la libertà, l'uguaglianza dei diritti, e l'inalienabilità degli stessi nell'unicità dei singoli. La direzione è ostinata e contraria, certo, ma è quella che ci salverà veramente e alla quale l'evoluzione naturale dell'Uomo tende. Non ci sono alternative.
Perciò, se ne avete voglia, fate conoscere ai vostri amici questo blog e Scuola Libertaria - pagina. Il mio grazie, che si unisce a quello dei ragazzi e delle ragazze, vi giunga da un futuro alfine giusto e libero. Non ci fermano.

Aggiornamento del 27 settembre.
Constato il fatto che occorre sempre protestare per riottenere ciò che ci viene tolto. Anche se privata di alcune funzionalità, la pagina adesso sta riacquisendo i vecchi amici del profilo. Più delle mie tre e-mail inviate a facebook, credo sia stato determinante il numero di visite e di condivisioni di questo articolo. Non credo che riappariranno tutti i commenti e i 'like' sotto ad ogni post, e non so nemmeno se l'url del vecchio profilo sia rimasto inalterato per quelli che lo avevano inserito in qualche loro sito, o se cliccando ancora su quel link troveranno la famosa 'pagina non trovata', ma qualcosa è stata recuperata. Quindi ringrazio tutti anche a nome dei ragazzi e delle ragazze.

giovedì 25 settembre 2014

In una nuova classe terza

Dodici o tredici anni, sono un soffio di vita, poche molecole di tempo. Eppure i primi tredici anni di vita sono più che sufficienti per immagazzinare la cultura autoritaria e riprodurla come se fosse la cosa più ovvia e naturale del mondo. Così succede che nelle nuove classi-celle (studenti che ancora non conosco e che mi dànno ancora del lei) torno a vedere lo stesso stupore nel volto di chi non ha mai saputo che un altro modo di vivere esiste, si può, ed è migliore di questo. Ho parlato brevemente di Summerhill, abbiamo aperto il sito, abbiamo visto le foto delle attività. Stupore, meraviglia, occhi che brillavano, bocche aperte, e naturalmente voglia di imitare quei ragazzi felici.

Squarcio in una cella.

- Volete imitare quei ragazzi? Ma qui dentro non si può creare una Summerhill, purtroppo.
- Sì ma allora cosa possiamo fare?
- Prof, dobbiamo fare la rivoluzione?
- Cari ragazzi, per fare la rivoluzione, quella vera, bisogna prima conoscere ciò che fino a mezz'ora fa non conoscevate, o che pensavate fosse assurdo e impossibile. Voi la rivoluzione state già cominciando a farla, conoscendo quello che i vostri libri non vi dicono. Il resto verrà da sé.
- Ma esistono scuole così anche in Italia?
- Certo che esistono, ve ne parlerò più avanti.
- Prof, perché non apre anche lei una scuola così? verremmo tutti.
- Questa è un'idea buona, ma non so se riuscirete a convincere i vostri genitori a mandarvi in un altro tipo di scuola. Non siete mai voi a decidere le cose che appartengono alla vostra vita, ve ne siete accorti?
- Ce ne siamo accorti, prof!
- Non è giusto!
- C'è sempre qualche adulto che pensa di sapere che cosa sia giusto e buono per voi, e che ve lo impone anche contro la vostra volontà, con le buone o con le cattive. Sarà così per tutta la vita, voi la chiamerete 'normalità', e la state imparando a scuola, anzi, l'avete già imparata dal momento che vi siete meravigliati nel vedere che cosa succede a Summerhill, qualcosa di diverso dal solito, diverso dalla normalità.
- Qualcosa di diverso dalla società, prof?
- Da questo tipo di società, cara Maddalena.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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