Una citazione al giorno

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giovedì 21 marzo 2013

L'amore in classe. Un dialogo

Che tipo di morale è quella che vieta le manifestazioni d'amore tra umani, mentre ostenta ed esalta in tutti i modi le manifestazioni militari? E' una morale fasulla, fascista, cattolica, borghese, innaturale e disumanizzante. La natura comincia a far bollire davvero gli ormoni verso i 12 anni, ma la scuola sembra preoccuparsene soltanto quando deve sopprimere l'istinto naturale e punire le manifestazioni amorose di questi ragazzi. Legge cattolica alla mano. La stessa scuola e la stessa legge che, però, non dicono mai nulla di fronte alle centinaia di disegni riproducenti guerre e armi di ogni sorta, o di fronte al carabiniere in divisa -con tanto di pistola alla cinta- che viene nelle classi a parlare di 'sicurezza', esortando persino tutti alla delazione. Pedagogia della violenza, della quale i docenti sono esperti inconsapevoli, poiché portatori 'sani'.
La fiducia che sta alla base del mio rapporto con i ragazzi porta questi ultimi a discutere liberamente con me anche dei loro amori. Rilevo comunque in loro un attecchimento dell'azione devastante del cattolicesimo, già a 12 anni, che li spinge alla vergogna, al senso del peccato, proprio nei confronti di quello che invece dovrebbe essere il sentimento più bello e naturale: l'amore. Il condizionamento della dottrina cattolica sulle coscienze, quello sì è il vero peccato.

Riporto il dialogo di oggi tra me e Claudia.

- Allora, Clà, come va l'amore?
- Bene, prof, alla fine ci siamo baciati di nascosto, vittoria!
- Sono contento per voi, si vede che sei più felice, e anche lui lo vedo più sereno.
- Sì però non è giusto, prof!
- Che cosa non è giusto?
- Ci vediamo solo qui a scuola, e tutti i prof non vogliono neanche che stiamo vicini di banco.
- E come fate?
- Facciamo dei bigliettini e ce li tiriamo, sempre di nascosto.
- Non vi bastano i bigliettini, vero?
- (ride) Menomale che quando c'è lei posso stargli vicino.
- State bene insieme, siete molto carini. Ma vi bastano due ore alla settimana per stare vicini?
- No, prof. E non è che possiamo sempre nasconderci in bagno per baciarci, prima o poi ci beccano.
- Guarda, se volete un po' di intimità, spostate l'armadio, così create uno spazio tra l'armadio e il pilastro.
- Bella prof!
- Va bene, ma non ti pare che sia venuto il momento di smetterla di sprecare il tempo parlando con me?
(abbraccio)

2 commenti:

anna ha detto...

ciao, oggi comincia la primavera! io non sono un'insegnante come edmondo, ma cerco di esserlo, soprattutto essendo me stessa. grazie anche a questo sito sto imparando a esprimere prima di tutto la sensibilità mia, in modo da poter riconoscere, favorire, assorbire quella degli altri, delle splendide giovani persone che ho la fortuna di frequentare a scuola. ho ancora tanta strada davanti, ho tanti passi da fare per allontanarmi dal modello di insegnante che descrive edmondo in un post precedente, quella "che fa la libertaria"... questa premessa è per me doverosa, dal momento che, tra certezze marmoree e irrinunciabili dubbi, detesto mettermi in mostra raccontandomi, così come detesto l'idea di cattedra come pulpito dal quale pontificare.
scrivo qui perché il post mi riporta alla mente tre episodi bellissimi:
gloria, terza liceo, in crisi perché ha francamente sbagliato scuola (per la mia materia, determinante, è affaticata, ma ce la mette tutta) si è innamorata all'inizio dell'anno e non perde occasioni per mostrarmi senza imbarazzi i suoi sentimenti "anna, sono innamorata" e anche il suo ragazzo mi fa i sorrisoni e ammicca e mi rendono meravigliosamente complice! ne sono orgogliosa.
poi irene, che mi ferma in corridoio e mi dice "anna, dammi due minuti, ho un problema" e poi la sua tristezza per un bisticcio con una compagna perché lei ha scambiato un sorriso con quello che le piace...sono veramente io destinataria di tale importante confidenza? quasi le piango tra le braccia. grazie irene.
dulcis in fundo, l'esperienza più bella: due miei alunni con la sindrome di down, due forze della natura, coetanei sedicenni capitati in classe insieme e innamorati! spero che vi capiti di assistere a un amore così spontaneo e insieme discreto, intimo, che ti introduce in questa loro semplice intimità senza vergogna, ma piena di rispetto. grazie eleonora, gianmaria.
grazie edmondo, mi aiuti a sottolineare le cose importanti.
un abbraccio
anna

edmondo ha detto...

Anna, sono importanti le testimonianze come le tue, ed è ancora più importante manifestarle, renderle pubbliche, le cose belle vanno condivise il più possibile. Quando le persone mi chiedono di parlare di quel che faccio a scuola, vogliono cose concrete, dialoghi, interazioni reali, perciò ne scrivo; le persone hanno l'esigenza di sapere cosa avviene 'nell'altro mondo', quello della libertà. Ecco allora che le tue esperienze qui riportate contribuiscono alla divulgazione di quello che io chiamo semplicemente buon senso. Il mondo ne ha bisogno. Grazie.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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