Una citazione al giorno

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venerdì 22 marzo 2013

Stimolare la curiosità. Un piccolo esempio

Il disegno che vedete ha una sua didascalia: 'le capre rifugiate in una grotta a forma di cuore per non essere catturate'. Questo disegno nasce in maniera spontanea, lo ha realizzato una ragazza di 11 anni dopo aver letto tre righe che dicevano che a pasqua -più che negli altri giorni- i genitori degli agnelli piangono la morte dei loro figli a causa di una festa comandata, trasformata in mattanza, per soddisfare un rito religioso, nonché un egoismo negativo incline a considerare le altre forme di vita inferiori a quella 'umana'.
Ma al di là del disegno, al di là della sensibilità dei bambini (Denise non è stata la sola a fare spontaneamente un disegno su questo tema), volevo dire che riguardo a questa mattanza non c'è stata in classe alcuna lezione di tipo tradizionale, ma un semplice atto che ha smosso la curiosità innata dei ragazzi. La curiosità è il motore di ogni vero e sano apprendimento. Scrivo queste parole anche per dare ai miei colleghi un'idea di come stimolare questa curiosità.

I fatti:
Alcuni ragazzi disegnavano, altri ripassavano per una lezione successiva, altri chiacchieravano. A un certo punto mi sono accorto che un ragazzo stava costruendo un biglietto pieghevole per la pasqua. Ho preso un pezzo di carta, ho cominciato a scrivere per i fatti miei tre righe sulla mattanza annuale degli agnelli, e alla fine quel pezzo di carta l'ho regalato al ragazzo. Gli altri, accortisi di quel passaggio da mano a mano, hanno subito voluto sapere cosa contenesse quel 'misterioso messaggio'. Così i ragazzi e le ragazze si sono passati il biglietto, che ha fatto presto il giro di tutta la classe. Come erano ansiosi di conoscerne il contenuto! Se fosse stata una noiosa lezione tradizionale, e se l'insegnante avesse obbligato i ragazzi a leggere il capitolo di un libro, non ci sarebbe stata così tanta voglia di leggere e conoscere. Ho osservato non soltanto quella voglia di sapere stampata nei loro occhi, non soltanto quella vispa curiosità, ma anche le loro espressioni, sia prima della lettura del biglietto (espressioni come per dire: 'sbrigati che voglio leggere anche io'), sia durante la lettura (sopracciglio corrugato, senso di pietà per gli agnelli, a volte di orrore). Ecco perché in molti si sono poi lanciati spontaneamente a disegnare capre, agnelli, pecore. Di-segni che rivelano empatia. Ma a un certo punto è successa anche un'altra cosa. La voglia di sapere si è manifestata anche per mezzo di una domanda spontanea e pertinentissima: 'prof, ma l'agnello è figlio della capra o della pecora'? Va bene così, Denise, se non ti piace cancellare il disegno lascia pure le capre, facciamo finta che siano pecore, ok?

3 commenti:

Caterina LibereLettere ha detto...

Mi fa tanto piacere l'accenno agli abusi orrendi che si compiono in nome della presunta superiorità umana, dello specismo.
Penso oltretutto sia origine o almeno giustificazione di tanti altri abusi (basta derubricare una qualunque categoria dallo status di "umano" ed è fatta..).
Fortunatamente ai ragazzini, se viene dato modo di squarciare il velo, non difettano senso di giustizia e com-passione.
Grazie

Anonimo ha detto...

E che c'era scritto nel biglietto?? :D

Elisa Z. ha detto...

Grazie per questo post, penso che la curiosità, fin da piccole è l’unica cosa che mantiene vive le persone. L’unica cosa che non dovrebbe essere persa lungo la vita. Io, come insegnante, cerco sempre di mantenere viva quella voglia di sapere dei miei bimbi, è meraviglioso. Tanti saluti.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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