Una citazione al giorno

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martedì 13 dicembre 2011

Gli argomenti li decidono i ragazzi e le ragazze (11 anni)

Oggi la sovversione di ben quattro leggi scolastiche ha dato ottimi frutti, gli studenti hanno potuto decidere in maniera autonoma e libera gli argomenti di Storia dell'Arte per quest'anno.

Prima regola violata:
Ho invitato in classe un bambino e una bambina di un'altra classe, che sono stati accolti in modo naturale e direi anche ovvio (tenuto conto del fatto che in questa classe gli studenti sono già maturi rispetto al discorso comunitario e libertario). La regola secondo cui le persone devono essere divise per età o per aule non ha alcun fondamento scientifico-pedagogico, anzi, tale divisione è dannosa per la crescita dell'individuo, per la condivisione delle idee, degli spazi, degli strumenti, delle abilità, delle fisicità, dannosa anche per lo sviluppo della coscienza collaborativa, e per la maturazione del concetto di accoglienza.

Seconda regola violata:
Non mi sono seduto in cattedra (abolizione del 'luogo deputato' all'autorità), non ho voluto portare il registro, né fare l'appello (inutile l'ultima ora), né annotare le assenze (non ci sono studenti che rischiano l'anno per le troppe assenze), né firmare il giornale di classe (hanno visto tutti che ero a scuola). Secondo il modello scolastico tradizionale che infonde paure e angosce, la sovversione di queste regole può apparire certamente ardita e persino pericolosa, ma ho voluto dimostrare ai ragazzi che ai fini della formazione di una persona responsabile e autonoma la burocrazia è un grave limite, è una schiavitù, perché abitua gli individui a consegnarsi anzitutto nelle mani di un'autorità-controllore (Stato-Chiesa). Chi ha già questa abitudine non avrà retto il colpo, si sarà scandalizzato o indignato, e avrà pensato: 'ma come si fa senza registro, senza firmare, e senza annotare le assenze? E' una cosa grave'. Se lo avete pensato, allora siete tra quelli che hanno bisogno di essere sempre controllati e governati, non siete persone completamente autonome, libere e responsabili (anche se credete di esserlo). La burocrazia è piuttosto utile quando si devono tenere sotto controllo le bestie in allevamento.

Terza regola violata:
Assemblea generale. Chi ha scelto di sedersi per terra, chi sul banco, chi è rimasto seduto al posto (la cara Silvia che stava male). Va da sè, ormai, che chi ha voluto andare in bagno per fare pipì, ci è andato senza chiedere permesso, in assoluta responsabilità e correttezza.

Quarta regola violata:
Si discute sul programma di Storia dell'Arte. Dico ai ragazzi di scegliere da soli gli argomenti, che io mi sarei limitato a soddisfare le loro curiosità e la loro voglia di imparare. Il libro viene sfogliato davanti a tutti, quando l'argomento è stato oggetto del loro interesse, la 'piccola' Maddalena ha annotato il capitolo su un foglio di carta. Non si vota, ma si discute, si chiariscono dubbi, ci si accorda, questo è il metodo anarchico. In questo caso, poiché ci sono stati due ragazzi che non hanno voluto che si parlasse di un capitolo, e poiché non si è giunti a un accordo, abbiamo deciso tutti insieme che quei due ragazzi, al posto di quel capitolo, sceglieranno da soli l'argomento che vorranno. Raggiunto l'accordo finale, ho invitato i ragazzi a dare una priorità ai capitoli. Assemblea sciolta. Nell'immagine che segue c'è la nota di Maddalena, che verrà ricopiata secondo l'ordine dato ai capitoli (vedi numeri in nero) e poi appesa in classe.

Nell'ordine stabilito secondo il comune accordo:
1) Pop Art
2) Il cinema delle Avanguardie
3) Vincent Van Gogh
4) Giotto da Bondone
5) L'Impressionismo
6) La pittura cretese
7) La pittura veneziana
8) Le sculture di età ellenistica
(solo quelle relative alla rappresentazione della gente comune).

2 commenti:

miriam ha detto...

Leggo molto volentieri i tuoi post, mi sono di grande ispirazione!!!!
Ma una domanda mi sorge spontanea: non firmando, non mettendo, le presenze e le assenze, ecc. ecc.
come la metti con il grande capo?
Se mi dai un'idea la mettero' senz'altro in pratica!!!!
a presto e complimenti!!!

gianni ha detto...

Cara miriam, nella scuola di Stato è evidente che la pratica burocratica deve essere svolta, sennò scatta la macchina punitiva. Quello che è successo quel giorno è stato solo un atto dimostrativo, una tantum, proprio per far vedere che la burocrazia non serve a niente, anzi logora e che è meglio non lasciarsi intimorire. I bambini non devono mai pensare che la burocrazia sia indispensabile, allora basta soltanto una volta in cui si sovverte la regola, per far comprendere che si vive meglio senza questi sistemi di controllo. E' possibile che io infranga la legge un'altra volta, e un'altra volta ancora, dando sempre ai ragazzi la motivazione di quel che faccio.
Ciao

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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