Una citazione al giorno

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giovedì 1 dicembre 2011

Giulietta e il catechismo dalle suore

In che modo una formazione libertaria si manifesta nella pratica quotidiana? Quale potenziale critico ed effettivo ha? Noi viviamo tutti in una società antilibertaria, dove dottrine artificiali (Stato - Chiesa) sono state incollate alle coscienze, e in cui per forza di cose l'anarchia viene a scontrarsi con certi postulati. Come risponderebbe un ragazzino educato al 'pensier libero' a questi postulati o alle domande a cui è sottoposto quotidianamente durante le lezioni al catechismo cattolico? E' in grado di sostenere un dibattito con un adulto indottrinato che ha come unico scopo quello di indottrinare gli altri? Vediamo cosa è successo a Giulietta, un giorno, durante una lezione di catechismo.
Una suora ha fatto scrivere sui quadernetti una domanda alla quale tutti i bambini dovevano rispondere (per forza). La domanda era questa: 'cos'è per te la schiavitù'? Risposta di Giulietta: 'lo Stato'. Quando la suora lesse questa risposta andò su tutte le furie, sgridò Giulietta e si fece spiegare il motivo di quella risposta. La cosa interessante non è stata il vedere che Giulietta non abbia avuto la benché minima paura del rimprovero, quanto invece la sua rigorosa posizione nell'elencare i motivi inconfutabili per cui lo Stato sia in verità una forma di schiavitù.
Tuttavia, non è neppure questa la vera questione. C'è ben altro di cui sorprendersi positivamente. Le motivazioni che Giulietta ha elencato alla suora non sono mai state oggetto diretto delle mie lezioni. Non ho mai pronunciato (o scritto) un elenco di motivi che definiscono lo Stato una prigione. Non ho mai detto 'imparate questa lista a memoria' (come fa la Chiesa con i comandamenti). Cos'è successo? Attraverso la formazione libertaria, il bambino elabora da sé gli argomenti che ritiene possano essere oggetto di analisi, costruisce una propria coscienza critica, comprende da solo gli snodi delle questioni vitali e sa affrontarli, distinguendo autonomamente il bene dal male. Evito di raccontarvi il modo in cui Giulietta, poi, abbia anche stigmatizzato le risposte ipocrite della suora, sbugiardandole una ad una, voglio soltanto concludere dicendo che quando si parla della forza della libertà si intende anche questa forza autonoma del pensiero critico.

P.s. Al di là delle argomentazioni e delle posizioni di ognuno rispetto ai dettami della Chiesa e/o dell'Anarchia, l'esposizione critica di Giulietta merita di essere altamente considerata per la maturità dei contenuti, per la conduzione logica del pensiero, e per la capacità di analisi. Giulietta ha 11 anni.

2 commenti:

G ha detto...

non potresti mettere le argomentazioni di Giulia?

gianni ha detto...

Mi spiace, se avessi ritenuto utile scriverle (ai fini del post), lo avrei fatto. Credo sia sufficiente così, anche in termini di lunghezza del post.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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