Una citazione al giorno

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sabato 1 ottobre 2011

La risposta di Luigi ( 11 anni) alla sua compagna di banco

Oggi in classe è successo qualcosa che merita di essere registrata. Devo necessariamente dire che le poche lezioni svolte fino ad oggi nella classe in oggetto stanno già dando buoni frutti. Giorgia, 11 anni (prima media), stava ascoltando un mio ragionamento sul concetto di democrazia: cosa vuol dire letteralmente democrazia, quando è nata, perché la democrazia diretta non si è mai realizzata, ecc. E' straordinario notare, per inciso, come i bambini capiscano al volo il concetto di 'dittatura della maggioranza' che impone le sue decisioni su una minoranza.
Giorgia, a un certo punto, mi ha domandato qualcosa, ma io non sono riuscito a sentirla molto bene, capita ogni tanto. Ma chi ha sentito bene è stato il suo compagno di banco, Luigi (11 anni), il quale si è premurato di risponderle per me. Le parole di Luigi sono state:
'te la spacciano per scelta, ma veramente ti fanno scegliere solo un padrone che ti comanda'.
Non occorre aggiungere altro.

(L'immagine non si riferisce alle persone citate nell'articolo).

4 commenti:

Cirano ha detto...

i bambini capiscono molto prima degli adulti...perchè la libertà la vivono dalla nascita...poi incontrano i "grandi".....e tutto finisce.

edmondo ha detto...

Sì. Il bambino rappresenta ancora l'Uomo libero, la sua antica natura pura che non ha alcun bisogno di padroni, sanno benissimo cos'è il bene e cosa il male, senza aver bisogno di morali artificiali appiccicate da chicchessia. La morale naturale vive nei bambini. Non contaminiamoli.
Ciao

4SfumaturedellaRealtà di L'Hacker: IMPEGNO CAMBIAMENTI GLOBALI ha detto...

Hai insegnato qualcosa anche a me... che forse lui potrà godere della possibilità di non vedere il mondo come "più grande dell'uomo". Sono senza parole. Il tuo lavoro è "oro" per il nostro futuro.
4SdR

edmondo ha detto...

Vorrei fare di più, ma opero in clandestinità e sono circondato da belve (colleghi/e). Comunque grazie anche a te. Un caro saluto.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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