Una citazione al giorno

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venerdì 7 ottobre 2011

Caterina e i suoi di-segni di libertà.

Anche in questa classe, oggi, abbiamo realizzato l'A-carta d'identità che ha avuto un bel successo.
P
oi succede che alla fine dell'ora, inaspettatamente, Caterina (11 anni) mi fa dono di questi suoi elaborati.








Il disegno qui in basso che raffigura la classe con l'insegnante che ordina ai ragazzi di stare zitti (e questi ultimi che obbediscono dicendo 'sì prof'), come vedete, è barrato. Campeggia anche un bel NO in cima, sopra la lavagna.



Certo, l'ingenuità è evidente, in molti casi il silenzio è necessario, vitale, umano, e devo proprio dire che nelle ore in cui io sto con questi ragazzi il silenzio nella classe non manca, solo che non è ordinato, obbligato, essi avvertono spontaneamente la necessità di stare sereni (anarchia non è caos, ma ordine-altro, umano). Ma con questo disegno Caterina ha voluto esprimere il suo NO ad un comando autoritario, quello che per lei è l'ordine che forse sente ripetere più spesso dai miei colleghi (state zitti!). E in questa ingenuità c'è già una forte presa di coscienza, tanto che mi ha pure ringraziato a nome di tutta la classe. Ma grazie a tutti voi. E complimenti anche per i disegni, Caterina.

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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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