A.
Ancora ringraziamenti
La libertà sta oltre i modelli
Qualsiasi atto, qualsiasi procedimento può essere interpretato e svolto sulla base di un'ideologia, o di una morale, o di una cultura specifica, e diventare un modello (sociale, politico, economico, artistico, letterario, scientifico...). Ma se ci si ostina a perpetuare il modello, se non riusciamo a uscire fuori dallo schema mentale e culturale, fuori dalla consuetudine che si fa convenzione e dogma, non andiamo da nessuna parte, non avverrà mai un'emancipazione, ci fossilizziamo. La stasi equivale alla morte.
Stati generali della scuola? Ragazzi beffati, come da copione! Altro che rivoluzione!
Temevo che sarebbe successo, e infatti ecco che si ripresenta, puntualissima, la presa in giro nei confronti degli studenti, nonché la solita strategia per mandare a monte qualsiasi tipo di protesta veramente 'dal basso'. La protesta degli studenti contro l'alternanza scuola-lavoro (oggi si chiama PCTO), che è scaturita dopo la morte dei due studenti, Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, impegnati in una formazione obbligatoria in azienda, è già nelle mani di tutti, salvo che in quelle degli studenti. A cavalcare la loro protesta (ecco la solita strategia) ci sono davvero tutti: sindacati, una miriade di associazioni, pedagoghi, gruppi di professori e, udite udite, persino genitori, tutti insieme a fare le veci del ministro Bianchi. E quando scrivo 'a fare le veci' intendo esattamente quello che ho scritto, e chi ha un po' di sale in zucca sa che questo non è certo un bene. Si vuole la rivoluzione o sostituire il potere?
L'istituzione si autoriproduce, o non è.
(Questo scritto è una microscopica idea di quel che contiene il libro di Angelo Giglia che uscirà a breve, e di cui anche questo blog vi renderà conto. Stay tuned. Gli aspetti e i temi di cui il libro si occupa sono in realtà tanti, ma sono tutti legati alla scuola e alla necessità di abolirla come istituzione. E' un libro molto interessante, e che disturberà non poco la coscienza degli educati, colpevolmente quieta).
Mi obbligano.
La risposta falsa, invece, è quella che gli studenti pescano dal catalogo della retorica della scuola, una retorica mitopoietica che ogni scolarizzato conosce a memoria e che sa ripetere ogni qualvolta gli si presenta l'occasione. Di risposte false, palesemente costruite e demagogiche, ce ne sono tante, ad esempio: 'siamo qui perché la scuola ci insegna tante cose', ma anche 'siamo a scuola per capire la vita' o 'altrimenti rimaniamo stupidi e quindi saremo facilmente governabili'. Insomma, stupidaggini di questo genere. La cosa che può lasciare sgomenti è incontrare giovani di sedici anni che hanno già acquisito la narrazione dogmatica della scuola e che, senza porre alcun filtro critico preventivo, la ripetono, credendoci ciecamente. A me questo fatto non lascia più sgomento come all'inizio, perché, dopo tanti anni di insegnamento e di analisi delle dinamiche pedagogiche, so benissimo che, purtroppo, la deformazione scolastica delle coscienze si compie già verso i sette anni di età. A quell'età, i bambini hanno già imparato a copiare dagli adulti anche le risposte preconfezionate da dare sulla scuola.
Soltanto i più forti di coscienza si salvano dalla scuola, ma sono casi più unici che rari, purtroppo. Occorre abolire la scuola.
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TSO: la banalità del male a scuola.
Nel sito non sono riuscito a trovare il nome del o della dirigente. Di solito è un nome che dovrebbe apparire doverosamente nell'organigramma, ma nel sito non ho trovato neppure l'organigramma. Forse ho cercato male. Ecco però cos'ho trovato.
- 'L’Istituto è per la Libertà di Espressione. Ogni studente, in classe, può intervenire e dire la propria, nel rispetto degli altri. La libertà è uno dei temi più cari e principali, sviluppato nelle lunghe discussioni tra docenti e studenti, alla pari'.
- 'Non a caso, il motto scelto dall’Istituto è una nota frase di Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. E proprio sulla libertà di espressione e sulle idee divergenti si sono tenuti diversi corsi in cui tutti erano invitati a dire la propria opinione'.
- 'La Libertà di Espressione è un altro punto cardine che regge le fondamenta del nostro sito. Dobbiamo essere liberi di esprimerci, di discutere, di comunicare con gli altri, al fine di insegnare e di ricavare al contempo un insegnamento'.
Ed una perla retorica finale, in sé contraddittoria:
- 'Perché sedersi tra i banchi è un obbligo, imparare e rincorrere la conoscenza lo è altrettanto, ma la scuola ha un compito più importante: formare e sviluppare il pensiero di ogni individuo senza omologarlo'.
- 'L’Istituto Adriano Olivetti ha fatto delle problematiche sociali uno dei suoi cavalli di battaglia. Una scuola deve lavorare al meglio per i propri studenti; deve garantire loro un ambiente sereno e rilassato...'.
'Se fossimo portati a dire che il linguaggio è sempre stato un sistema dell'ordine e non dell'informazione - sono ordini che vi vengono dati, e non informazioni che vi vengono comunicate - avremmo l'impressione di dire qualcosa di evidente. Apriamo il notiziario alla televisione e cosa riceviamo? Non riceviamo in primo luogo delle informazioni, riceviamo degli ordini. E cosa avviene a scuola? E' ovvio! Quando la maestra riunisce i bambini non è per informarli dell'alfabeto, è per insegnare loro un sistema di ordini, un sistema di comando che permetterà e costringerà gli individui a formare degli enunciati conformi agli enunciati dominanti. La scuola serve soprattutto a questo'. (Gilles Deleuze)



