Diamo per scontato che tutti sappiano cos'è il Panopticon (foto) e come funziona. In sintesi: una sentinella, nella torre centrale, sorveglia tutti i detenuti disposti radialmente nelle celle. Poiché i detenuti non riescono a vedere la sentinella e quindi non sanno quando vengono effettivamente osservati, si autodisciplinano, modificano se stessi, per non incorrere in una punizione.
Ma tutta la società statalizzata è un Panottico. E il Panottico, strumento di deformazione della personalità che lavora per creare produttori docili e oppressi, inizia proprio a scuola, come scriveva anche Michel Foucault in 'Sorvegliare e Punire'.
La scuola, strumento del potere, ha inventato un modo di produrre masse che si autodisciplinano. Non serve il maestro che bussa sulla testa del bambino: basta che il bambino sappia che il maestro potrebbe farlo. La punizione non deve avvenire: deve essere possibile.
È tutta qui la struttura. Non tanto il gessetto, non tanto la lavagna, non tanto il programma: la paura della punizione come motore!
Pensiamo a un bambino che fa i compiti. Non li fa perché ha capito. Li fa perché sa che, se non li fa, il maestro potrebbe segnare una nota e il genitore dare una punizione. Non li fa per il sapere: li fa per evitare. E questo 'evitare' è già disciplina, è già obbedienza, è già il Panottico.
La nota, il rimprovero, la sospensione, il brutto voto e quindi pure la derisione o lo scherno… non devono avvenire. Devono esistere come possibilità. Il bambino che non fa i compiti non viene punito ogni volta. Ma la punizione è lì, in sospeso, e basta. Il bambino modifica se stesso, abdica alla propria coscienza, per evitare che quella punizione si realizzi. La punizione funziona prima di essere eseguita. Dopo qualche anno, il bambino non ha più bisogno del maestro. Si controlla da solo.
Poi si esce dalla scuola. E il meccanismo non si spegne, al contrario, si riproduce ovunque. Le leggi scritte servono soprattutto a quello, a farti sapere che esiste una punizione se dài retta alla tua coscienza e non all'ordine che ricevi.
Guidi su una strada dove c'è l'autovelox. Non sai se è disattivato, ma rallenti lo stesso. Perché? Perché sai che la multa potrebbe arrivare. Il fatto che potrebbe arrivare è già sufficiente. Il dispositivo non è la multa: è la possibilità della multa, e tu hai già cambiato comportamento. L'apparato ha già funzionato.
Ti arriva la lettera del censimento Istat che dice: 'in caso di mancata risposta, sanzione da 50 a 500 euro'. Compili. Non perché ti interessa la statistica, non perché ti fidi dell'Istat. Compili perché potresti essere sanzionato. La sanzione forse non arriva, ma tu hai già risposto. L'apparato ha già funzionato. Il meccanismo è già dentro di te.
Il punto è lo stesso della scuola: la punizione non deve avvenire. Deve essere possibile. E 'essere possibile' significa che esiste una norma che la prevede, esiste un soggetto che potrebbe eseguirla, esiste un meccanismo che potrebbe rilevarla.
In questo sistema statalizzato, l'umano non è un'essenza data, è un prodotto. Ma se è un prodotto, non può più considerarsi un soggetto, cioè un'essenza avente una propria coscienza, una propria volontà, una propria libertà. E' un prodotto che vive in una condizione di falsità permanente anche con se stesso, e ciò ha delle ripercussioni psicologiche, specie nelle menti ancora in formazione. Come diceva Theodor Adorno:
'es gibt kein richtiges Leben im falschen', cioè 'non c'è vita giusta nella vita falsa'.

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