Doveva succedere! E la scuola, anche in questo caso, è lo strumento addestrante principale del capitalismo disumanizzante.
Qualcuno inventa l'IA e tutto il mondo, scuola compresa, sembra costretto a inseguirla. Questo non dovrebbe mai essere il modus operandi di una società sana: la nostra non lo è.
A scuola, per non palesare la propria ignoranza di fronte agli studenti che già la usano, i docenti vengono obbligati a imparare a usare l'IA e a presentarla agli studenti come un bene, come qualcosa di utile, sempre! I corsi di formazione che sono tenuti a frequentare non toccano quasi mai i lati oscuri: i pericoli concreti per l'umanità, l'enorme consumo di energia, i ricercatori che si dimettono per non rendersi complici di ciò che sanno succederà. Dove se ne parla, resta una nota a margine, mai il nucleo del discorso. Ed è ovvio: il capitalismo modella una società il più disumanizzata possibile.
Dobbiamo prenderne coscienza: stiamo perdendo pezzi di umanità in ogni ambito della vita quotidiana, da tempo. Togliere l'umanità significa anzitutto togliere libertà e autonomia alle persone (obiettivo già raggiunto dacché si è inventato il debito nell'antica Mesopotamia, come direbbe l'antropologo David Graeber), eliminare la capacità critica e di riflessione, la fantasia, bandire la coscienza e sostituirla con meccanicismi e tattiche informatiche.
E' tutto un simulacro! L'Uomo è ormai quasi del tutto sparito. L'ultimo brandello che ne restava (la capacità personale di ragionare e di creare, già molto attenuata a scuola dall'invasione di libri pre-vidimati, pre-scritti, pre-digeriti, divenuti colpevolmente, negli ultimi duemila anni, dogmi intoccabili) con l'IA viene del tutto cancellato.
In quei corsi di aggiornamento riservati ai docenti, che servono in realtà a cambiare il loro mestiere e, in buona misura e in peggio, la scuola stessa, si insegna che l'IA è bella, giusta, buona, che è solo uno strumento e che basta saperla usare: pura retorica. Non si considera che, mentre con l'IA produco (errore, faccio produrre!) qualcosa di pregevole in un solo secondo, la stessa tecnologia in quel secondo consuma un'enormità di energia e infligge una ferita al pianeta e alla nostra stessa vita. L'IA non è uno strumento neutro, sia chiaro: è nato come progetto militare, e niente di militare può essere buono e giusto.
Lo studente, invitato da docenti così formati a usare l'IA, non impara più a studiare una materia - benché a scuola lo studio non è mai stato profondo, voluto e gioioso - ma impara a formulare i prompt giusti: l'insegnamento si riduce al meccanicismo, al come funziona e al come farlo funzionare bene. E' come se a un allievo militare si insegnasse a premere bene il grilletto, senza mai spiegargli come funziona l'arma, a che serve o se si possa vivere anche senza armi.
Insomma, i docenti adesso non dovranno più insegnare, ad esempio, la Poetica del Sublime nella Storia dell'Arte e il suo rapporto col Romanticismo, e lo studente - se non è già del tutto atrofizzato da lunghi anni tra i banchi - non potrà più per conto suo avere slanci mentali creativi e molto privati che lo portano in zone sconosciute del pensiero e dell'emozione dove forse potrebbe trovare nuove strade, nuove soluzioni, incontrare altre visioni... non più, adesso il docente insegnerà che attraverso un buon uso dei prompt lo studente potrà trasformare la Poetica del Sublime in un bellissimo progetto grafico, ben sintetizzato, con i punti chiave evidenziati, con tanto di mappa concettuale già preparata e una traduzione dall'italiano al tedesco e viceversa in soli 5 secondi.
Il docente valuterà il lavoro svolto dall'IA sulla base dei prompt inseriti nella macchina. Lo studente, rispetto all'argomento, imparerà la sintesi fatta dall'IA, senza averla personalmente ragionata, elaborata. Lo studente non avrà imparato a individuare ed estrarre da solo i punti chiave, ma considererà l'argomento persino certo, chiuso, con quel'unico modo possibile di concepirlo, di pensarlo, di valutarlo stabilito dalla macchina: fine degli ultimi rimasugli di capacità personale di elaborazione.
L'IA è, in fondo, l'ultimo stadio dello sviluppo di ciò era in embrione già 5000 anni fa: la disumanizzazione dell'umanità.
Insomma, i docenti adesso potranno anche non sprecare più il loro tempo a spiegare, ad esempio, la Poetica del Sublime nella Storia dell'Arte e il suo rapporto col Romanticismo. E lo studente, se non è già del tutto atrofizzato da lunghi anni tra i banchi, cosa rarissima, non potrà più, per conto suo, avere slanci mentali creativi e molto privati che lo portino in zone sconosciute del pensiero e dell'emozione, dove forse potrebbe trovare nuove strade, nuove soluzioni, incontrare altre visioni. Non più: adesso il docente insegnerà che, attraverso un buon uso dei prompt, lo studente potrà trasformare la Poetica del Sublime in un bellissimo progetto grafico, ben sintetizzato, con i punti chiave evidenziati, con tanto di mappa concettuale già preparata e una traduzione dall'italiano al tedesco in soli cinque secondi.
Il docente valuterà il lavoro svolto dall'IA sulla base dei prompt inseriti nella macchina. Lo studente, rispetto all'argomento, imparerà la sintesi fatta dall'IA, senza averla personalmente ragionata ed elaborata. Non avrà imparato a individuare ed estrarre da solo i punti chiave, ma considererà l'argomento persino certo, chiuso, con quell'unico modo possibile di concepirlo, di pensarlo, di valutarlo stabilito dalla macchina: fine degli ultimi rimasugli di capacità personale di elaborazione critica!
L'IA è, in fondo, l'ultimo stadio moderno dello sviluppo di ciò che era in embrione già cinquemila anni fa: la disumanizzazione dell'umanità.
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