Una citazione al giorno

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domenica 6 marzo 2016

Spesso il male degli esperti ho incontrato

Proviamo a immaginare una situazione dove vige una certa serenità, o comunque una non-necessità di modificare le cose. Nonappena si istituisce un esperto o uno specialista di quella data situazione, immediatamente compaiono i problemi da dover risolvere, e anche in fretta, pena sicuramente qualche cosa! emerge cioè il bisogno di riformare quella data situazione, anche se nessuno prima sentiva effettivamente la necessità di farlo. Guardiamo ad esempio il nostro pc, il tavolo dove è poggiato (il primo esempio che mi viene in mente adesso, ma il paradigma si applica ormai a tutto ciò che è società istituzionalizzata), tuttosommato il nostro tavolo ci piace, gli oggetti intorno sono disposti in modo forse casuale ma perfettamente funzionale ai nostri effettivi bisogni, al nostro gusto estetico, rispondono ad esigenze assolutamente personali, pratiche, e siccome siamo ormai adulti, non più dei bambini in perenne stato coercitivo, del nostro caos sul tavolo non ne dobbiamo rispondere a nessuno. Certo, sul mio tavolo-da-pc adesso c'è della polvere, anche il pc è impolverato, e la cosa non dico che mi faccia esultare di gioia, ma questa polvere posso ben toglierla da solo, quando voglio io, se lo voglio, anche perché non dà fastidio a nessun altro. Ma ora istituiamo un 'esperto di tavoli-da-pc', diamogli anche una laurea in modo tale da riconoscerlo tutti come 'esperto di', e vedremo immediatamente che costui o costei, riguardo al nostro tavolo, dovrà trovarci per forza qualcosa da modificare, dicendoci che altrimenti, se dovesse rimanere così com'è, unico e libero, sarebbe un problema per qualcuno o un pericolo per qualcosa.
Paradossalmente e inevitabilmente, come ha ben evidenziato quella mente gigante di Ivan Illich nelle sue pregevolissime analisi sociali, là dove si istituisce un 'esperto-di-qualcosa' nascono purtroppo i problemi. Se l'esperto non inventa o non trova qualche problema 'di sua esclusiva competenza', questo esperto non avrebbe alcun motivo di esistere. Ergo... E se prima tu stavi tanto bene col tuo personalissimo tavolo-da-pc, adesso, poiché riconosci l'esperto come tale, ti convinci di aver bisogno di risolvere urgentemente quel dato problema fatto emergere dall'esperto. Non si scherza, quell'esperto è un laureato, e quindi sa bene cosa serve alla nostra vita davanti al pc! L'istituzione provvederà, se non lo ha già fatto in precedenza in previsione di creare a bella posta l'esperto dei tavoli-da-pc, a scrivere una legge specifica che punisce i trasgressori o i dissidenti dei tavoli-da-pc. (La legge calata dall'alto non è tale se non punisce o terrorizza chi la deve rispettare. Che volete farci? noi non abbiamo una coscienza o un'etica, nemmeno una volontà nostra, ci servono altre persone come noi a guidarci col terrore e la forza. E siamo sempre e solo noi a dare a un pugno di persone il diritto di esercitare la forza su di noi. Incredibile, no?). Allora, dicevo, la legge unificherà, omologherà tutti i tavoli-da-pc, ne deciderà persino la dimensione e il colore, il numero massimo di oggetti che possono stare sul piano, la loro disposizione... la legge ti imporrà quindi, per la tua sicurezza e il tuo bene (dice), un ordine ben preciso deciso da qualcuno che non sei tu, che non può avere le tue stesse esigenze, un ordine che non risponde più ai tuoi bisogni effettivi, e tu, da quel momento, potrai fare solo due cose: adattarti alla legge e all'omologazione sociale, rinunciando alle tue vere esigenze e alla tua stessa personalità, unica al mondo, e trasformandoti presto anche tu - ahimé - in un 'agente dell'ingiustizia'* che denuncia il suo vicino di casa per il suo tavolo fuori legge, e gli farai persino la guerra in nome della legalità e dell'educazione, oppure sarai fiero di essere etichettato come dissidente, rivoluzionario, eretico, sovversivo, criminale, sabotatore, disertore... Mi auguro che la metafora sia chiara, come la morale.
Mi ricordo gli scritti di Errico Malatesta quando parlava del rapporto indissolubile tra organo e funzione in riferimento agli esperti della violenza istituzionale: 'Organo e funzione sono termini inseparabili. Levate ad un organo la sua funzione, o l'organo muore o la funzione si ricostituisce. Mettete un esercito in un paese in cui non ci siano né ragioni né paure di guerra interna o esterna, ed esso provocherà la guerra, o, se non ci riesce, si disfarà. Una polizia dove non ci siano delitti da scoprire e delinquenti da arrestare, inventerà i delitti e delinquenti, o cesserà di esistere'.
Con ciò non sto disconoscendo le competenze di qualcuno o di qualche categoria di professionisti, sia chiaro, dico solo, come dice Illich, che l'istituzionalizzazione anche delle competenze specifiche è sempre nefasta nei suoi scopi reconditi e funzionali soltanto alla società capitalista. Viva dunque tutte le competenze, ma libere da qualsiasi obbligo sociale e legale! Niente imposizioni! Se nei paraggi si trova adesso qualche esperto di tavoli-da-pc, sappia che lo interpellerò soltanto quando ne sentirò davvero l'esigenza. Per ora sto benissimo così: nessun problema sul mio tavolo. E di ciò che mi riguarda da vicino, che è la mia stessa vita, sono io il più esperto tra tutti i sedicenti esperti, siano essi laureati o no. Spero sia chiaro anche questo concetto.

* A causa del rispetto della legge, perfino le persone oneste sono quotidianamente trasformate in agenti dell'ingiustizia' (Henry David Thoreau)
 

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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