Una citazione al giorno

Una citazione al giorno -
Data Rivoluzionaria

Il mondo che desideriamo è già dentro il bambino!

 

L
'errata convinzione che il potere sia uno strumento necessario e propulsivo del progresso umano ha condotto l’umanità a un impoverimento non solo materiale, ma profondamente esistenziale. In questa deriva, è il bambino non scolarizzato a incarnare, spontaneamente, ciò che l’umanità cerca invano: un’essenza libera, integra, autentica, presente a se stessa. E' in lui che risiede una naturale immunità alle distinzioni razziali e ai confini nazionali, artifici di divisione che gli adulti erigono con ostinazione e in cui credono ciecamente. 
Indifferente ai dogmi religiosi che, come storia insegna, sono fonte di divisioni, conflitti e guerre, il bambino vive un’armonia interiore esente da pregiudizi e dogmi, nutrita da una curiosità insaziabile e da una creatività formidabile. Possiede, inoltre, un’innata autodeterminazione che gli impedisce di piegarsi a forme di soggezione padronale o sottomissione. Il bambino, dunque, incarna una forma di società diversa: orizzontale, libera, aperta, proprio ciò che il potere, nella sua logica di controllo e omologazione, non può tollerare; e si capisce perché lo voglia educare e omologare. Per questo ne è stata inventata la scuola, per modellarlo, disciplinarlo, integrarlo. Un dispositivo finalizzato a trasformare la sua libertà in obbedienza, la sua curiosità in conformismo, la sua creatività in produttività.
Risulta pertanto profondamente insensato - e moralmente grave - istruire il bambino in un sistema che, anziché valorizzarlo e proteggere la sua naturale essenza libertaria, lo assoggetta a un modello sociale fondato sul potere, sulla gerarchia e sull’alienazione, con tutto ciò che di nefasto ne deriva. Invece di educare il bambino a questo tipo di società, dovremmo difenderlo proprio e anzitutto da chi vuole educarlo! Noi adulti, se non ci libereremo della cultura in cui crediamo e che sta a fondamento di questa ingiusta società di oppressi e oppressori, non riusciremo mai a costruire un mondo diverso. Il bambino, invece, è già quel mondo che diciamo di desiderare. Perché dunque modificarlo, farlo diventare come noi, per poi piangere di ciò che ne è sortito e inoltre, per pulirci la coscienza, dare la colpa agli smartphones, ai social, al fato o a qualsiasi altra cosa purché non sia la causa reale?

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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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