Una citazione al giorno

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venerdì 13 gennaio 2017

Il nostro tipo di società è il prodotto della scolarizzazione di massa

Qualcuno si salva dalla scuola, certo, e meno male! Sono di solito quelli che all'inizio vengono presi per pazzi o diversi o pericolosi, e poi forse, magari dopo anni o secoli, vengono riconosciuti come geni. Forse, non sempre, non è detto. Ma la maggioranza no, non si salva dalla scuola, purtroppo. Mi guardo intorno, guardo anche ai cambiamenti storici, e vedo con amarezza e disgusto il prodotto della scolarizzazione obbligatoria di massa. Non posso esserne contento. Nessuno può esserne contento, salvo le classi dirigenti che vogliono tutto questo, che vogliono più competizione, più addestramento, più servi felici di esserlo, sempre più desiderosi di entrare a far parte del sistema e della produzione, cittadini sempre più cattivi con i deboli e acquiescenti con i forti. E la cosa peggiore di tutte è che uno di questi prodotti della scolarizzazione è la devozione religiosa, dogmatica, nei confronti della scolarizzazione stessa. E' un circolo vizioso, o viziato: più la società è autoritaria e le persone disumanizzate, e più queste credono che ci voglia ancora più scuola (riformata come si vuole, ma più scuola, sempre scuola, comunque scuola); e così, mentre la società viene scolarizzata sempre di più, questa stessa società diventa sempre più autoritaria e funzionale al sistema. E' un dato di fatto. 
Poi possiamo anche rifugiarci vigliaccamente nella bella retorica o nella demagogia, quanti bei 'bla bla' ho ascoltato dai retori difensori della scuola, ma quel che siamo oggi è soltanto il frutto della scolarizzazione, non lo si può nascondere. Chi pensa che per salvare la società ci voglia più scuola o più soldi dati alla scuola, chi pensa che occorra riformare le istituzioni, non ha capito qual è il vero obiettivo della scuola, né ha ben chiaro che cosa sia la scuola, nonostante la società da questa prodotta sia ben visibile, oppure (peggio) siamo di fronte a un tipo di individuo che della scuola ne difende il dogma a prescindere, in quanto devoto acritico di questa sorta di chiesa, una chiesa vera che ha vere e proprie liturgie e sacerdoti e obiettivi illusori di salvazione (e altri obiettivi veri, nefasti, ma nascosti, non dichiarati, ma alcune volte sì). E questi devoti sono la maggioranza, sono il prodotto stesso della scuola, sono quelli che non sanno più immaginarsi una vita senza padroni, senza governi, senza scuole, senza gli altri tipi di carceri, senza qualcuno che dall'alto punisca e premi, senza libertà. E' tutto molto triste e tragico al contempo.

'Descolarizzare la società' di Ivan Illich (leggilo sul sito stesso o scaricalo gratis)

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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