Una citazione al giorno

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giovedì 4 giugno 2015

Chiù scola pi tutti

Questa riforma della scuola, ipocritamente e beffardamente definita 'buona scuola', ha un significato molto preciso, come del resto tutte le precedenti riforme. Ha un obiettivo nascosto, come le precedenti. E segue un continuum logico di trasformazione in peggio della società. Se infatti noi tracciamo una direttrice, precisamente la direttrice che risulta dall'azione di tutte le riforme che si sono succedute fino ad oggi, possiamo rilevare - e non senza allarme - che la società si è via via abbrutita, maggiormente asservita, depauperata del senso umano e di solidarietà... in una parola, la nostra cultura si è fatta progressivamente sempre più autoritaria. Le generazioni di giovani, dacché la scuola è stata trasformata in un obbligo, hanno modellato la società sulla base e per conseguenza della cultura che queste stesse generazioni hanno ricevuto dalle strutture scolastiche e dagli altri media. D'altra parte, non è forse molto appetibile per qualsiasi governo raccogliere tutti i bambini e i ragazzi, ma proprio tutti, in un colpo solo, radunarli in un unico calderone per poterne modellare i caratteri e inclinarli a un tipo univoco di cultura e di visione del mondo? Quel calderone è la scuola! E come ci tengono tutti i governi a che neppure un giovane sfugga alla tramoggia culturale con la scusa della 'prevenzione della dispersione scolastica'. Potessi tornare indietro, mi disperderei molto volentieri! Quanto tempo prezioso ho perduto nelle loro celle! Prima ci hanno fatto credere che la scuola obbligatoria rappresenta il bene, il progresso, la conoscenza, noi lo abbiamo creduto attraverso la scuola stessa, e poi si sono inventati la 'dispersione scolastica' come grave peccato sociale da debellare. Sono loro il peccato sociale! E la loro dispersione scolastica è una truffa morale! E' come voler inculcare nelle coscienze che il farsi sfruttare è cosa buona, e quello che sfugge allo sfruttamento è un criminale. Falso! Sono loro i criminali, i progettisti, i riformatori del potere, i parassiti malefici e bugiardissimi della società occidentale che ormai di civile non ha un bel niente! E sarà anche peggio dopo quest'ennesima riforma della scuola. Vogliono infatti una società-Panopticon perfetta! E come sempre, la faranno costruire alle masse schiavizzate grazie alla trasformazione culturale che questa riforma infonderà alle prossime generazioni di schiavi. Un immenso Panopticon, lo capiamo questo? Una società orwelliana dove ogni schiavo produttore non avrà più modo di solidarizzare con il compagno, nell'eventualità ancorché remotissima di rivolta, ma sarà ben felice di condurlo, ad ogni occorrenza, al banco degli imputati per sottoporlo alla valutazione e ad un giudizio dato da altri. Perché è questa la parola d'ordine adesso: autovalutazione. Ma la nuova futura società, cosa dovrà valutare di se stessa? Non è più il tempo dell'addestramento dei servi alla produzione, la società a questo ci è già arrivata da tempo e occorre andare più in là in senso autoritario, da domani la società sarà quella dove i servi si autovaluteranno con gioia e convinzione per vedere se il loro grado di asservimento e addestramento è buono o meno, meritevole di una punizione o di un premio. Questo è precisamente ciò che già fa l'Invalsi: giudica il grado di addestramento che è avvenuto a scuola, attraverso la scuola, ed è una forma di autovalutazione. Autosadismo perfetto. Ma guardate anche i palinsesti televisivi, guardateli come sono in perfetta sincronia e sintonia con gli obiettivi nascosti della scuola, sono già zeppi di programmi in cui i concorrenti, ovviamente sempre in competizione tra di loro e ben categorizzati, sono sempre più sottoposti al giudizio e alla valutazione di vari 'specialisti', i quali, non in tv, ma in una società autoritaria come la nostra, non sono altro che quei miserabili funzionari burocrati al soldo del sistema capitalista e guerrafondaio, persone che da domani valuteranno persino il nostro modo di parlare, se questo sarà necessario al sistema. La scuola non farà altro, con la nuova riforma, che inasprire ancora di più la competizione, la valutazione anche sui docenti, la vigilanza costante con la scusa di qualche altra 'norma sulla sicurezza', le punizioni se non si è conformati o se si disobbedisce, i premi se si dimostra di essere ben adattati o dei gran leccaculo. E le nuove generazioni che cresceranno dentro questo apparato carcerario riformato crederanno sia tutto normale e persino giusto, troveranno che 'vivere' in questo modo, orwellianamente, sia la cosa più saggia da fare nonostante - sono certo - le immancabili lamentele. La trappola invisibile che la 'buona scuola' ci sta preparando è particolarmente subdola e violenta, e lo sarà ancora di più fintanto che le persone non la vedranno, o faranno finta di non vederla, o la riterranno normale, o peggio (sì c'è un peggio) fintanto che la riterranno davvero utile se fosse ancora più pesante. D'altra parte, questa così innominabile non è forse la società ben scolarizzata, obbligatoriamente scolarizzata, che crede ancora, purtroppo, che per risolvere i problemi ci voglia più scolarizzazione? Eccola allora, la 'buona scuola'.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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