Una citazione al giorno

Una citazione al giorno -

venerdì 19 aprile 2013

E allora noi andiamo fuori dalla scuola!

Jackson Pollock
Oggi in classe si parlava del valore dell'azione, che è un valore altissimo quando nasce da una propria volontà e non invece da un ordine calato dall'alto e vissuto come obbligo. Quindi è emerso anche il concetto di spontaneità, intimamente legato a quello dell'autonomia, ma anche della vita, poiché l'azione spontanea rende vivi gli individui, autodeterminati.
E' stato facile fare incuriosire i ragazzi in merito all'action painting di Jackson Pollock. Avevo lanciato lì la definizione, action painting, sapendo che i ragazzi si sarebbero incuriositi, infatti ne hanno voluto sapere di più. Così ho mostrato loro delle immagini, spiegando al contempo tutto ciò che il 'dripping' rappresenta in arte e non soltanto in arte. L'azione, il gesto, la spontaneità, l'hic et nunc, la determinazione, l'autoaffermazione... sono espressioni e intenzioni strettamente legate all'individuo libero, sano, responsabile, dinamico. Valori che l'anarchia vive ed esorta a vivere, previa autoliberazione dai muri mentali. Facile per i bambini. Tremendamente difficile per gli adulti rinchiusi come sono negli schemi mentali acquisiti anche a scuola.
Potevano i ragazzi, a quel punto, non chiedere di realizzare anche loro opere in action painting? E infatti, con gli occhietti tutti accesi, l'hanno chiesto. Ma l'entusiasmo è durato poco, si sono subito resi conto che per realizzare opere gestuali dal carattere così libero bisogna avere spazi altrettanto liberi. Hanno colto nel segno, perché per 'spazi liberi' i ragazzi intendono svincolati dalle regole soffocanti della scuola, spazi di autogestione dove la libertà di espressione non incontra ostacoli, né paure, né campanelle. Molto bene, abbiamo deciso di realizzare le nostre opere fuori dalla scuola, quest'estate, e ci divertiremo tantissimo, senza voti, senza registri, senza campanelle, senza divieti, senza paure e ricatti, senza aule-cella, e con molto gelato. I ragazzi stanno già dandosi da fare per trovare vecchie lenzuola. Per noi -è deciso- la vera scuola è oltre la scuola, non può che essere così, e se poi ce ne sarà l'occasione faremo anche una mostra delle opere in piazza: palo della luce - filo teso - palo della luce. Stop. Ma il nostro scopo non è tanto la mostra, è piuttosto giocare, sperimentare, divertirci, quindi imparare davvero.
Il colore come esperienza? Certo. Dato che il colore ha un potere evocativo, non ha alcun bisogno di linee descrittive che stabiliscono i profili di forme reali e conosciute. Perciò abbiamo parlato anche di Mark Rothko, nelle cui opere bisogna tuffarsi per vivere l'esperienza del colore, sia esso percepito come luce oppure come materia, in ogni caso come mezzo emotivo. Forse alcuni ragazzi, quest'estate, si ispireranno anche ai concetti di Rothko e produrranno tele enormi, oppure realizzaranno quello che vorranno, non lo so, rimane però il fatto che il processo educativo, quello autentico e utile alla persona, avviene soltanto nel rapporto paritario tra tutti e in un contesto libero che fa da humus all'apprendimento: nulla a che vedere con la scuola-prigione tradizionale.

Un'opera di Mark Rothko

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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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