Una citazione al giorno

Una citazione al giorno -

sabato 21 gennaio 2012

Costruire un sottopentola

(prima media - 11 anni)

- Ragazzi, vi va di costruire un sottopentola per la mamma?
- Sììììììì!
- Per la prossima volta procuratevi dei rametti, di quelli che trovate già caduti a terra. E poi anche dello spago.

Stimolare l'abilità creativa e manuale consolida il senso di autonomia, spinge il cervello a ricercare nuove possibilità e altre soluzioni. L'esperimento ha infatti dimostrato che per un problema da risolvere (adesso il sottopentola) vi possono essere diverse soluzioni. Ognuno ha il diritto di sbagliare, di riprovare, di organizzarsi come vuole, di esercitare la fantasia, di seguire le proprie idee, di attingere dalle idee altrui, di criticare, di fare un progetto iniziale, di montare l'oggetto come meglio crede, eccetera.
La quantità di informazioni e di stimoli che il cervello riceve da questo tipo di attività è di gran lunga superiore a quella che gli alunni possono avere dalla lettura di un brano antologico. Ed è un'attività -appunto- attiva. Qual è stata la mia unica preoccupazione? Far capire ai ragazzi che, in quel frangente, mi interessava di più il percorso di costruzione, più che il risultato finale. D'altro canto, costruire un sottopentola badando anche all'aspetto estetico e funzionale è un lavoro oggettivamente difficile per chi non ha mai praticato queste attività manuali.

I ragazzi si sono dati un gran da fare, c'è stato chi ha scelto dei rametti nodosi...

...trovando un proprio metodo per legarli.


Altri hanno scelto dei rami lisci, e hanno trovato altri sistemi di legatura.


Chi ha portato lo spago grosso si è accorto che forse sarebbe stato meglio utilizzare quello fino, ma ha proseguito lo stesso, e con entusiasmo.


Hanno provato e riprovato, sistemando i legnetti, prefigurando il risultato, progettando, calcolando, elaborando.


Cooperazioni nascono spontanee. E questo ha un altissimo valore, nonché un grande significato anche dal punto di vista antropologico.


Uno dei sottopentola finito. Tutto è stato fatto dai ragazzi, in due ore. Io ho osservato senza dire niente. Proprio niente. I ragazzi avevano anche capito il motivo per cui stavo zitto, e non hanno chiesto nulla. Eccezionali.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

fantastico! Un ottimo modo per educare e far crescere i ragazzi nell'autogestione, promuovendo la loro libertà individuale. complimenti

keyvan

gianni ha detto...

Insegno a non dipendere da alcuna autorità. Mi sono stancato, ad esempio, di vedere studenti che non vogliono apparecchiare la tavola senza l'aiuto dei genitori. Si comincia così, e si finisce in un seggio elettorale, pensando sia normale e persino 'responsabile' delegare.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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