Una citazione al giorno

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lunedì 16 gennaio 2012

Gli appunti di Giulia

Perché mai dovrebbero essere gli adulti a insegnare ai bambini? E cosa dovrebbero insegnare ai bambini se questi adulti non hanno assorbito nient'altro che l'autoritarismo, tanto da ritenerlo ormai cosa normale? Non sarà invece che, proprio perché gli adulti sono tali, cioé ormai incapaci di pensare in modo orizzontale e cooperativo, dediti alla competizione e alla delega, dovrebbero imparare da chi è molto più vicino all'idea di libertà e di autonomia?
Su questi temi si è incentrata la lezione di oggi, prendendo a prestito la poetica del Pascoli (poetica del fanciullino) e una frase di Picasso ('a 15 anni dipingevo come Raffaello, ho impiegato tutta la vita per imparare a disegnare come i bambini').
E Giulia, che ha 13 anni, ha preso qualche appunto:


'Una cosa normale per noi è il fatto che un bambino piccolo non sa niente e quindi deve imparare da un uomo adulto, ma a dire il vero dovrebbe essere il contrario perché il bambino appena nato ha un senso di libertà che ormai l'uomo non ha più, perché l'unica cosa che il pargolo può imparare è quella di esercitare un potere autoritario cioè pensare di essere il migliore e voler comandare'

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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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