Una citazione al giorno

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domenica 19 ottobre 2014

Educación libertaria en Aragón, 1936-38

La storiografia ufficiale esclude a priori le attività quotidiane e solidali dei popoli colpiti dalla guerra, non ne parla, a meno che queste attività non siano funzionali all'unico aspetto che interessa alla propaganda del sistema: la guerra per la guerra.
Di fatto, nel corso dei conflitti armati, tra la miseria e la violenza programmate, si possono generare situazioni e relazioni umane straordinarie, volte alla sopravvivenza e alla resistenza, che sono magnificamente libertarie, fondate sul mutuo appoggio, sulla libera e spontanea associazione. Si tratta di azioni e fatti di grande importanza per il concetto stesso di emancipazione che però subiscono la censura sistematica da parte degli storiografi allineati. Tra questi fatti, e attraverso uno studio specifico di qualche anno fa, l'Università di Salamanca pone l'accento su quel che è avvenuto in Aragona durante la guerra civile spagnola del 1936, e sottolinea la straordinarietà di un orientamento anarchico, rivoluzionario e popolare, che in mezzo a tutte le difficoltà generate dalla guerra ha voluto contrapporsi con forza all'azione autoritaria dei governi e alla loro espressione bellica. 
Nascevano infatti molte scuole libertarie sulla scorta dell'esperienza ferreriana di Barcellona (Escuela Moderna) e sulla traccia anarchica lasciata da pensatori come Lev Tolstoj, Louise Michel, John Dewey, Petr Kropotkin, Elisée Reclus, ecc. La ricerca compiuta da Miguel Mur Mata dell'Università di Salmanca - come quelle svolte in altri Atenei del mondo da altri ricercatori - è però purtroppo destinata a rimanere sugli scaffali, la storiografia ufficiale si guarda bene dal prendere in considerazione tutto ciò che appartiene all'orientamento anarchico, salvo quando occorre screditarlo o usarlo opportunisticamente come capro espiatorio. Spetta a noi prendere questi testi, leggerli e divulgarli, sia per far emergere una verità scomoda, sia perché la responsabilità personale e non mediata ci compete sempre. Qui il link al pdf (idioma spagnolo). http://gredos.usal.es/jspui/bitstream/10366/69239/1/Educacion_libertaria_en_Aragon%2c_1936-38.pdf

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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