Una citazione al giorno

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mercoledì 6 giugno 2012

Il ratto degli studenti

Oggi sono entrato in una classe non mia, ma questa volta non per una supplenza o per una chiacchierata libertaria, ma per una vera azione di liberazione. La classe in questione aveva già avuto modo di interagire con me, per un'oretta, e naturalmente ai ragazzi era piaciuto molto l'argomento della libertà, dell'anarchia, dell'autonomia. Perciò oggi sono tornato in quella classe e ho chiesto a uno studente: ho bisogno di te, vuoi uscire? Gianluca sì è fiondato verso la porta ed è uscito. Fuori uno. Poi ho chiesto la stessa cosa anche a una ragazza. Fuori due. La mia collega in classe avrà pensato a qualcosa di 'scolasticamente importante' e non ha fatto un plissé. Avevamo un'ora a disposizione, tutta per noi, siamo andati verso il mare. 'Prof, mi ha salvato -ha detto Marilena- ci stavamo allenando per la prova invalsi di matematica'. Già in seconda media si preparano a questa prova per la terza, è tutto dire. L'invalsi è un allenamento alla normalizzazione, o meglio, è un orribile test per valutare la normalizzazione in atto e il nozionismo da futuro lavoratore alienato e automatizzato. Meglio evadere. Via!
Così abbiamo fatto una bella passeggiata rilassante, abbiamo chiacchierato del più e del meno. Ci siamo seduti su un muretto. La varietà delle piante con i loro fiori ha attirato la nostra attenzione, eppure non erano altro che anonimi cespugli incolti e raccolti intorno ai lampioni, ma che in una situazione diversa forse sarebbero stati ignorati. Il colore fortemente aranciato dei fiori del melograno da fiore mi inebria sempre, anche la loro forma quando sono ancora chiusi. Sembrano piccole pere allungate. Da lì il discorso si è naturalmente spostato sul rispetto dell'ambiente. Gianluca mi ha parlato di quelli che buttano le cartacce a terra o nei boschi, mi dice che però la legge che punisce quelli che sporcano l'ambiente è giusta. Gli rispondo che io non ho certamente bisogno della legge dello Stato per sapere che non è cosa buona inquinare l'ambiente. 'Vero', mi fa lui. E poi la legge punisce sempre noi, mica i veri inquinatori, quelli grossi. 'Vero', mi fa lui.
Gianluca e Marilena abitano in un paesino qui vicino, così me ne hanno parlato, lo hanno ben descritto, hanno anche espresso il loro parere sul modo in cui è stata lastricata la piazza, mi hanno raccontato tutto quello che la piazza accoglie: chiesa, farmacia, parcheggio... Questi ragazzi hanno 12/13 anni, e in un'ora hanno svolto un tema bellissimo, senza saperlo, senza averlo programmato, in libertà e in serenità.

P.S.
Gianluca, dopo questa esperienza, mi ha scritto queste parole:
Adesso mi verrebbe da piangere: Prima mi fa uscire da una cella e poi
mi fa fare un giro di 2.45 h.........poi parliamo della nostra matera preferita...........secondo me io ,mary e lei possiamo cambiare il mondo e io spero di farlo ma anke parzialmente ma almeno provarci...........vi voglio tantissimo bn.........ma lei nn sa quando........... MA LE POSSO FARE UNA DOMANDA?ma xkè ha scelto noi 2? non è xkè mi dispiaccia ma xckè sn curioso di saperlo.... INSOMMA........LEI PROF E IL + BRAVO PROF KE ESISTA


foto dalla rete

1 commento:

Anonimo ha detto...

Che bella cosa!

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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