Una citazione al giorno

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venerdì 15 novembre 2013

Essere utili è una follia

Non esagero quando dico che per cambiare le cose bisogna cominciare a mettere in discussione ogni cosa. Ci sono convinzioni e pensieri e azioni che mai al mondo si penserebbe di demolire, come quella di considerarsi utili o di volerlo diventare. La scuola insegna a rendersi utili alla società. Quasi nessuno si pone la questione relativa all'utilità, anzi, di fronte a questo sacro obiettivo ogni 'buon educatore' (famiglia, scuola, chiesa, media, società) si sente un messia quando può dimostrare a tutti che la sua vittima educata ha raggiunto il top dell'utilità sociale. Un bel 110 e Lode, un ragazzo 'con la testa a posto', una ragazza 'a modo', e tutti applaudono. Benissimo: bisogna vedere però a quale tipo di società serve quel voto, quel genere di ragazzo e di ragazza. Certamente a questa: autoritaria, capitalista, mercantile, di stampo borghese fascioclericale, dove tutto si misura con la produttività e la pecunia, uomo compreso, in nome del Pil.

(Direi che anche io faccio parte della schiera dei 110 e Lode, lo dico per evitare incomprensioni, ma mi salva la consapevolezza del significato sociale di quel voto, quindi penso e agisco contraddicendolo con fierezza. Non mi hanno avuto come avrebbero voluto).
In questo tipo di società essere utili significa sostanzialmente adeguarsi, credere ciecamente negli snodi di questa società, nella sua cultura, nei suoi valori, nelle sue strutture, significa non ostacolare in alcun modo le sue funzioni di controllo e di oppressione (strumenti del vero disordine), rendersi docili e flessibili ad ogni decisione calata dall'alto, saper adoperare i suoi codici riproduttivi, il più ingannevole dei quali è senza dubbio l'esercizio del voto, questo mythos della partecipazione a una forma di autoreclusione dove tutti si lamentano sopravvivendo d'illusione e osservando il baratro.
In campo scolastico gli insegnanti sono -anche se spesso inconsapevolmente- lì apposta per far aderire perfettamente i pensieri e le azioni degli studenti al mondo degli adulti già socializzati, normalizzati, cittadinizzati, introdotti nella produzione e nella logica del profitto ad ogni costo. Gli insegnanti si preoccupano molto quando vedono un bambino che sta sempre isolato, ai margini, fuori dal gruppo, quel bambino -dicono- è asociale, ha seri problemi perché non interagisce con gli altri utili, quindi è un bambino inutile e bisogna intervenire con urgenza, bisogna farlo socializzare, insegnargli le nostre regole e la nostra morale per renderlo utilizzabile, insomma deve diventare al più presto un cagnolino addestrato come gli altri, un ingranaggio della produzione. Quasi a nessuno viene in mente che quel bambino sta benissimo nel modo che ha deciso e che sente, che il suo personale concetto di utilità è riferito semmai all'ambito dei suoi esclusivi bisogni che forse istintivamente rifiutano quelli della società di massa e dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo. E' solo uno dei tanti esempi. Studia bene, fanciullo, che così avrai un buon lavoro (altro mythos) e sarai utile all'economia, al Pil, al ciclo di schiavi e padroni che noi chiamiamo società, civiltà, progresso e sviluppo.
E se non si lavora come si fa? Certo, oggi se non si lavora è un problema, ma in questa società il problema sussiste anche quando si lavora, cioè quando 'ci si rende utili', in altre parole quando si viene 'impiegati da qualcuno per', utilizzati come oggetti e macchine per far crescere il capitale che rimane sempre in mano a pochi. Che cosa fare allora? Intanto cominciamo a mettere in discussione la parola 'lavoro', ragioniamo sul concetto distorto che questa parola ha assunto in questa società (esattamente come la parola 'educazione'), e allora scopriremo che il lavoro può avere finalità diverse e davvero nobili solo se inserito in sistemi non competitivi, non gerarchici, anticapitalisti, umani, gioiosi, solidali. Allora sì che essere utili o desiderare di esserlo diventa strumento di vera emancipazione personale e umana. Il bellissimo video che segue è un'animazione che può mostrare il significato di 'utile' in questo tipo di società, dove tutto è gerarchizzato, e gli esseri umani vengono impiegati, utilizzati, arruolati, addestrati a voler essere tali.



Consiglio editoriale:
'L'abolizione del lavoro' di Bob Black (pdf)

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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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