Una citazione al giorno

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sabato 20 ottobre 2012

Quella foglia trovata in cortile



E' passato quasi un anno dalla morte di 'Mariomarietto', ma i ragazzi e le ragazze della classe non lo hanno certo dimenticato! La foglia di ficus che vedete ha una storia intima e condivisa allo stesso tempo. L'hanno trovata ieri alcuni studenti tra le aiuole del cortile della scuola. Il messaggio per il piccolo grande Mario dice: 'Ciao Marie<tto! Mi manchi tanto!! Cm stai??? Di sicuro molto bene, avrai già trovato tanti amici!! Baci dalla tua amica Marzia'.
Avevo già parlato del senso del lutto presso i bambini (vedi), essi sanno esorcizzare il dolore condividendolo con gli altri, esternandolo; per istinto naturale i bambini esprimono i sentimenti legati alla morte in un rito catartico collettivo. Il messaggio scritto su una foglia, rispetto ai messaggi scritti sul banco, ha un valore aggiunto; la foglia è il medium che lega l'emozione personale al ciclo della natura, un ciclo di vita nel suo continuo svolgersi. Marzia questo lo sa, ne avevamo discusso in varie occasioni parlando di armonia degli elementi naturali di cui l'essere umano fa parte. La condivisione, stavolta, non è solo con i compagni della classe, ma con tutti. In cortile ci vanno tutte le classi. E questo fattore di 'allargamento' del rito dimostra che l'affetto nei confronti di Mario vuole espandersi: Marzia ha semplicemente avuto bisogno di un teatro più grande, perché più grande è il suo pensiero d'affetto. 
Sul retro della foglia c'è un altro messaggio, lo ha scritto Alessia: 'Ma.rietto T.V.B. e mi manchi molto. By Ale'.


I bambini: quando li crediamo estranei alle cose, in realtà possono sorprenderci. Non sono io che devo insegnare qualcosa ai bambini, io posso solo ammirare la loro saggezza e imparare da loro il senso della vita, dell'amore e della libertà.

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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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