Una citazione al giorno

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domenica 26 agosto 2012

Vomito in libreria

Che cos'è la 'normalità' per questo tipo di società che si trascina nel suo fallimento? Ogni pensiero, ogni azione, e logicamente anche ogni intenzione sono ormai fondati sull'autoritarismo. Fin dalla culla i bambini assorbono autoritarismo, ma i genitori (e pure i docenti) non se ne accorgono, poiché anch'essi sono stati allevati all'autorità, con l'autorità, per l'autorità. Quindi è questo il 'giusto', il 'normale' secondo la massa, una pratica continua e inconsapevole di autorità che si perpetua da molte centinaia di anni, direi più correttamente da millenni, qualcosa che va al di fuori di ogni logica naturale, fuori dal respiro umano che vorrebbe solidarietà tra gli individui, ma che molti di essi pensano ormai di non essere più in grado di attuare, né di concepire.
Perciò appare del tutto normale e giusto, ad esempio, entrare in una libreria e trovare libri di pedagogia che somigliano a veri e propri manuali di addestramento per animali. Non è uno scherzo, è la tragica normalità. Sorvolo sul fatto che su questi tre scaffali dedicati alla pedagogia ho trovato di tutto, anche un corso di yoga, salvo che i maestri della pedagogia (un nome italiano per tutti, Marcello Bernardi), ma tra i vari titoli che mi hanno fatto riflettere su quanto sto scrivendo mi ha colpito soprattutto 'L'autorità', e ne ho voluto leggere la quarta di copertina che riporta una serie di domande per i genitori. Mi sono trascritto tutto e ve lo riporterò adesso, pari pari.
Ma prima di chiudere il post con quella quarta di copertina e lasciarvi con le vostre riflessioni, vorrei ricordarvi che uno dei perni fondamentali su cui una sana pedagogia dovrebbe fondarsi è quello riassunto dalle parole di Sébastien Faure: 'dovete scegliere se educare bambini o addestrare animali'.
Ecco cosa viene orgogliosamente pubblicato ed esposto sotto la voce 'pedagogia'. E se una società non si accorge neppure della tragicità delle righe sottostanti, e anzi ritiene giusto impartire questo tipo di 'educazione', non dobbiamo stupirci se siamo in questo stato.

Manca solo 'come fargli accettare la museruola', non è vero?

2 commenti:

miriam fusconi ha detto...

ciao, concordo con questo post (e non solo con questo!)... trovo cmq che non sia tanto sconvolgente il fatto che questi libri siano in biblioteca o in libreria.. e che siano sotto l'"ETICHETTA pedagogia".. quanto il fatto che questi insegnamenti vengano abitualmente trasmessi come "normale" base per crescere un bambino.. e che, suppongo, vengano anche comunicati nelle scuole, a coloro che vogliono diventare insegnanti... il problema è lo schema che abbiamo in testa, quello che di fronte ad un libro così "aberrante" ci indica che è il libro giusto, senza che si accenda la lampadina del senso critico.. per questo servono blog come questi.. ciao e grazie

gianni ha detto...

Cara Miriam, hai centrato il problema.
Ciao e grazie a te.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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