Una citazione al giorno

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domenica 11 settembre 2011

L'evoluzione di Matteo e il suo esame di terza media

Matteo ha avuto un percorso didattico tradizionale molto accidentato, quando l'ho conosciuto aveva già ripetuto un anno. Lo studio delle materie tradizionali, spiegate in modo tradizionale, non lo appassionava per niente, anzi lo odiava (come dargli torto?). Matteo era quel che si dice 'un ragazzo problematico', irascibile e litigioso. Gli mancava l'input giusto, una motivazione capace di appassionarlo a qualcosa.
E' successo che, a un certo punto, quando ho cominciato a collegare l'Arte all'ideale anarchico, spiegando i principii di giustizia sociale e di libertà che circolavano tra Ottocento e Novecento, svelando al contempo le menzogne del sistema, Matteo ha cominciato a essere attentissimo. Prendeva appunti, cosa mai vista in Matteo. Aveva trovato la motivazione e una passione che poi ha applicato a tutte le materie e anche oltre la scuola, poiché l'Anarchia è una filosofia, un modo di essere e di agire che non esclude nessun campo della vita. Per conseguenza Matteo ha cominciato a osservare tutte le cose dal punto di vista eminentemente anarchico, ponendo alla base di tutti i suoi ragionamenti i valori morali dell'anarchia, la pace, la fratellanza, l'uguaglianza, il bene collettivo, la giustizia (vera) e naturalmente la vera libertà. I miei colleghi erano contenti del suo cambiamento, ma non sapevano a cosa fosse dovuto, dicevano: 'è molto più responsabile'.
Matteo era giunto persino a integrare le mie lezioni con i suoi interventi di natura anarchica, trapuntando i miei discorsi con esempi lampanti e coerenti, utilizzando anche la lavagna per disegnare -ricordo, ad esempio- la piramide gerarchica dello Stato, causa di tanti mali sociali e disuguaglianze profonde.

L'esame.
Il primo giorno d'esame (Italiano scritto), Matteo scelse la traccia che più lo stimolava nella trattazione di argomenti legati ai problemi sociali. Scrisse parecchio sul problema dell'acqua in Africa, utilizzando questo tema per parlare dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, senza mai però scrivere la parola 'anarchia' e i suoi derivati (aveva capito il carattere autoritario della scuola pubblica intrisa di pregiudizi) e questa rimozione della parola 'anarchia' è stata la scelta più giusta ai fini dell'esame stesso e vorrei spiegare anche il perché. Quando i miei colleghi lessero il suo tema rimasero a bocca aperta non soltanto per l'argomento scelto, ma anche per come Matteo lo avesse svolto, con una maturità fuori dal comune, tracciando una linea logica che andava dalla denuncia del problema, alla sua causa, fino alla sua soluzione che si ritrova soltanto nel cambiamento radicale del sistema di distribuzione delle ricchezze (in questo caso idriche). Un discorso squisitamente anarchico, certo, lodato da tutti i miei colleghi (con tanto di applauso), ma se Matteo avesse scritto la parola 'anarchia' sono certo che i miei colleghi, per stupido pregiudizio, avrebbero storto il naso. Avviene sempre così con l'anarchia: tutti ne lodano i principi fintanto che non viene pronunciata la parola 'anarchia' o 'anarchico', ecc. Se non è pregiudizio idiota questo...
Ecco che il brutto anatroccolo, svogliato e accusato da tutti, è diventato un grande uomo, anarchico, responsabile (non in senso borghese), attento ai problemi sociali e in grado di capirne le vere cause, quindi di fornirne le soluzioni.

Buon pro' vi faccia.

2 commenti:

carola ha detto...

L'anarchia fa paura,soprattutto se abituati a vivere in regole preimpostate dalla società, ma infondo ad essi la bramano.

gianni ha detto...

Quello che fa paura a molta gente è lo specchiarsi nella loro stessa coscienza e trovarsi in difetto. Allora è meglio non guardare, non sapere, ignorare e... delegare tutto, anche la vita.

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