Una citazione al giorno

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Data Rivoluzionaria

Burocrazia a scuola: l'utopia delle regole.

 


Cosa dice l'antropologo David Graeber circa la burocratizzazione della/nella scuola? 

  • Dal suo libro 'L'utopia delle regole' (The Utopia of Rules: On Technology, Stupidity, and the Secret Joys of Bureaucracy).
  •  Edizione italiana: 'Burocrazia, perché le regole ci perseguitano e perché ci rendono felici'. Il Saggiatore, 2016.

L’espansione della burocrazia nella scuola non è un malfunzionamento del sistema pubblico, ma il risultato di una fusione tra Stato e mercato, dove la promessa di deregolamentazione ha paradossalmente generato un aumento esponenziale di regole e procedure, alimentando un ibrido mostruoso tra i peggiori elementi dello statalismo e del capitalismo; così, mentre i genitori trascorrono settimane a compilare moduli online lunghissimi per iscrivere i figli a scuole 'dignitose', i docenti sono sempre più oberati da compiti amministrativi e relazioni di progetto, non per migliorare l’insegnamento, ma per soddisfare logiche di rendicontazione e controllo manageriale che trasformano l’istruzione in un apparato burocratico.
Questa burocrazia, lungi dall’essere neutra, serve a nascondere obiettivi di profitto e dominio sociale, imponendo regole impersonali e arbitrarie che soffocano la creatività, il pensiero critico e l’autonomia degli insegnanti, riducendo studenti e docenti a clienti e l’istruzione a una serie di adempimenti formali, in un processo che David Graeber definisce burocratizzazione totale, sostenuta anche da una crescente richiesta di credenziali accademiche che indebita le classi medie e lavoratrici, rendendole più dipendenti dal sistema finanziario e meno libere, mentre la burocrazia stessa, con la sua prevedibilità, esercita un fascino ambiguo nato dalla paura della libertà e dall’illusione che le regole siano universali, quando in realtà vengono applicate per favorire chi le ha create, marginalizzando proprio quelle menti più creative e critiche che la scuola dice - sapendo da sempre di mentire - di voler coltivare.

P.S. Il libro si occupa della burocratizzazione di tutti i settori della società, non solo della scuola. 

L'edizione italiana



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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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