Una citazione al giorno

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Data Rivoluzionaria

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Il grande problema socio-educativo è questo: tutti vengono educati, e tutti allo stesso modo; tutti hanno ricevuto obbligatoriamente lo stesso tipo di cultura, l'industriale come l'operaio, cosicché questo sistema di servi e padroni possa ridefinirsi ad libitum sulla propria impronta, come fosse un frattale perpetuo. E' tempo di fermare questo vortice tossico che ci risucchia nella torbida distopia sociale. Ecco perché ho voglia di annunciarvi questo: prossimamente, gli scaffali delle librerie accoglieranno una mia opera che mette in luce i motivi per cui è indispensabile abolire la scuola. I contenuti del testo, che smontano la narrazione retorica, sono desunti dalla realtà, dalle mie esperienze, da ciò che tutti possono toccare con mano e vedere con gli occhi. Non mancano riferimenti a testi e pedagogisti. 
Non è un testo che rassicura i benpensanti e nemmeno i fondamentalisti della scuola, non coccola i riformatori d'ogni risma. Per vincere una violenza opprimente occorre impiegare una forza almeno pari ad essa, e la mia penna di forza ne ha dovuto usare parecchia, quella che è stata necessaria a demistificare una 'trappola universale', come la chiama Paul Goodman. La presa di coscienza del problema-scuola si pone alla base di ogni lotta sociale, ed è un problema che va affrontato per eliminarlo del tutto, non per riformarlo. Ma l'eliminazione della scuola non significa, come ben sapete, eliminazione dell'apprendimento, al contrario, significa liberarlo dai vincoli di un pensiero unico e venefico che ci sta abbrutendo e annientando. Seguiranno altri dettagli. Grazie come sempre dell'attenzione. (Angelo)

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Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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