Una citazione al giorno

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mercoledì 21 novembre 2012

Un'altra esperienza di autovalutazione a scuola

In una classe prima (11 anni) si è discusso sul tema, o meglio, sul sistema dei voti. Quando si parla con i bambini, essi capiscono fin troppo bene tutto ciò che di orribile si nasconde dietro i voti. E bon, argomento chiuso, sarebbe bello non doverne dare, né ricevere, tutti d'accordo. Senonché, dato che siamo obbligati nell'ingranaggio malefico, oggi bisognava per forza stabilire i voti delle loro verifiche. Ho detto ai ragazzi che questi voti potevamo darli tutti insieme, discutendo. Così io ho letto le verifiche una ad una, ad alta voce, senza dire il nome dell'autore, e tutti hanno discusso e soprattutto motivato il voto che intendevano dare ad ogni elaborato. Dato che la base è stata la discussione, nessun voto è stato dato a maggioranza, ma all'unanimità. E' esploso l'entusiasmo dei ragazzi, hanno provato sulla loro pelle -e forse per la prima volta- l'ebbrezza della responsabilità personale che serve per il bene di tutti, ad ogni verifica discussa un applauso generale. E io, complimentandomi con loro, mi sono commosso. Questo senso di alta responsabilità che risiede nel gioioso mutuo appoggio, sarà presto annichilito dal sistema-scuola, che soffocherà questi ragazzi e la loro autostima, e li abituerà a lodare e a voler tutte le nefaste autorità future. 
(Ma è davvero così brutta l'anarchia?)

Un'altra esperienza di autovalutazione

foto presa dalla rete

1 commento:

Cirano ha detto...

io ci provo anche all'orale, ma al liceo è sempre più difficile.

Gustavo Esteva

'...A quel punto, sia mia figlia che noi genitori sapevamo che il problema non è la qualità della scuola, ma la scuola stessa. Per quanto riconfigurassimo l’aula, il programma di studio, ecc., la scuola rimaneva il problema e non la soluzione. Per quanto la nostra scuola fosse libera, per quanto fossero belli l’albero e il giardino che sostituivano l’aula, per quanto gli insegnanti fossero aperti e creativi, la nostra scuola era ancora una scuola. (Illich l’avrebbe messo in luce con estrema chiarezza nel suo Descolarizzare la società, come ho scoperto molti anni dopo)'.

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