Una citazione al giorno

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domenica 17 aprile 2011

Un solo colore, perché gli Stati non devono esistere

Uno dei primi esercizi con gli studenti di una prima media è stato quello di colorare le Nazioni del mondo con un unico colore. Di solito i planisferi politici rappresentano la distinzione degli Stati attraverso colori differenti, sì da distinguerne molto bene i confini. Coprire di un solo colore tutti gli Stati esprime invece il concetto secondo cui l'essere umano appartiene al mondo intero, o per meglio dire, dovrebbe appartenere a tutto il mondo. Al contempo, l'accento viene posto sul fatto che la Natura non ha concepito confini e Nazioni, quindi le Nazioni non sono altro che creazioni artificiali dell'Uomo, terre conquistate con l'uso delle armi, poi recintate e dichiarate Stati.
Gli studenti si sono divertiti ed hanno capito il senso della locuzione 'siamo tutti fratelli', una frase che viene spesso usata nella scuola pubblica, ma che nella pratica quotidiana viene disattesa mille volte.
Essendo uno dei primissimi esercizi, non ho voluto insistere troppo sulla teoria, non mi sono addentrato nello specifico del sistema-Stato, anche perché l'obiettivo che ho avvertito come urgente è stato quello di far abituare gli studenti ad una nuova visione delle cose (completamente opposta) in maniera graduale. Anche la parola anarchia, all'inizio, è stata volutamente evitata; infatti, ancorché giovanissimi, questi studenti hanno già avuto modo di assorbire tutti i pregiudizi circa questa parola, perciò, parallelamente agli esercizi, è stato necessario smontare con cautela ogni stereotipo e luogo comune. Ma di questo -e delle difficoltà incontrate- ne parlerò meglio in un post a parte.

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